Dalla birra torbida fatta in laboratorio al vino che secca la bocca: ecco le ultime scoperte scientifiche su birra e vino.
Pensavamo di sapere tutto: la birra va bevuta fredda, il vino rosso non si mette in frigo e quello bianco sì (che poi ognuno faccia come preferisca, lo scrivente ama il vino rosso freddo).
E invece no. Sotto la schiuma e dentro il calice c’è un mondo che gli scienziati continuano a studiare come se dall’alcol dipendessero i destini del mondo e l’American Chemical Society ha pubblicato una ricerca che rivela quattro sorprese poco note su birra e vino a dimostrazione che, anche davanti a un brindisi, la scienza ha sempre l’ultima parola.
Prima di passare al dettaglio, prepariamoci: non si tratta della solita “la birra gonfia” o “il vino fa bene al cuore se bevuto con moderazione”. No, qui parliamo di RNA, microbiota e strisce-test che sembrano quelle di farmacia. Ecco cosa hanno scoperto i ricercatori dell’American Chemical Society.
1. La birra torbida con l’aiuto del laboratorio
Gli hipster amano le birre hazy? Perfetto, i ricercatori hanno trovato il modo di rendere torbido anche una birra lager trasparente: basta aggiungere estratti di lievito con RNA e il gioco è fatto. Altro che produzione artigianale, qua siamo ad un passo dalla magia.
2. Il test del glutine: meglio della palla magica
3. Perché il rosso ti secca la bocca
La sensazione astringente del vino rosso non è suggestione da sommelier annoiato. I tannini chiudono le “porticine” delle ghiandole salivari e fanno uscire più acqua di quanta entra. Risultato: labbra che sembrano passate in cartavetro e una bocca che nemmeno fosse il deserto del Sahara.
4. I solfiti e l’intestino, storia di un rapporto difficile
I solfiti conservano il vino, ma disturbano i batteri buoni del nostro intestino. In laboratorio hanno visto che il microbiota non li ama affatto. Per fortuna i polifenoli del vino mettono una pezza e limitano i danni. (Evviva i polifenoli!)
Birra e vino non smettono di stupire. Da un lato continuano a essere gli amici fidati delle nostre tavole e delle nostre serate al pub, dall’altro nascondono processi biochimici degni di un manuale universitario. La prossima volta che alzeremo il calice, forse non ci limiteremo a dire “alla salute”, ma penseremo che lì dentro ci sono RNA, tannini dispettosi e batteri intestinali pronti a scioperare.
In Giappone, il bar Tenshoku Sodan a Yokohama offre un rifugio per i lavoratori stressati,…
Scopri i buñuelos, le frittelle spagnole che celebrano l'abbondanza in piccole forme. Gonfie, leggere e…
Questo articolo esplora le implicazioni del riscaldamento ripetuto del cibo, sottolineando l'importanza della sicurezza alimentare…
Altroconsumo ha testato decine di spaghetti, valutando sicurezza alimentare, tenuta in cottura e composizione. Sorprendentemente,…
Scopri come domare l'odore dei broccoli in cottura con un semplice trucco: una fetta di…
Scopri come un semplice passaggio in acqua e aceto prima della frittura può trasformare le…