La Dieta Dissociata



Nasce agli inizi del Novecento per opera del Dottor William Howard Hay che intuì la dannosità di errate combinazioni alimentari sulla funzionalità dell'intestino e del metabolismo e, per riflesso, sulla condizione generale di salute. I processi digestivi differiscono, infatti, in base agli alimenti che introduciamo nel nostro corpo: dalla bocca fino all'intestino si attivano enzimi, succhi gastrici, bile e tutti gli altri protagonisti del complesso percorso che segue ogni boccone di cibo. Attivando contemporaneamente processi digestivi diversi si rallenta l'assorbimento dei principi nutritivi e possono subentrate disturbi come acidità di stomaco, senso di pesantezza, stitichezza e via dicendo. Per favorire il corretto assorbimento dei cibi, e di conseguenza il recupero della forma fisica ideale, il Dottor Hay ha elaborato una tipologia di dieta della quale riportiamo alcuni degli aspetti salienti:

  • Non consumare carboidrati (pasta, pane, legumi, cereali) e proteine (carne, pesce, uova) nel corso dello stesso pasto. In altri termini a pranzo e a cena si può mangiare un piatto unico accompagnato da abbondanti dosi di verdure che, lo ricordiamo, hanno anche la funzione di favorire la sensazione di sazietà.
  • Lasciare trascorrere almeno 4 ore tra un pasto e l'altro per concedere il giusto tempo all'intestino di prepararsi a ricevere cibi diversi che richiedono l'attivazione di meccanismi ed enzimi diversi.
  • Non assumere differenti cibi ricchi di proteine, come ad esempio uova e pesce o carne e legumi. Inoltre è consigliabile limitare il consumo di grassi, amidi e proteine le quali dovrebbero rappresentare meno del 20% dell'alimentazione quotidiana.
  • Mangiare la frutta lontano dai pasti per evitare fenomeni di fermentazione intestinale.
  • Preferire le verdure cotte a quelle crude durante la cena, in virtù dei lunghi tempi richiesti per la loro digestione delle seconde.
  • Prediligere cibi integrali che non hanno subito processi di lavorazione.